Stranamente da queste parti non mi pare di aver mai scritto niente di Ted Lasso, nonostante sia oramai una serie di culto per tanta gente e abbia appassionato non poco anche il sottoscritto:
l'incrocio tra contesto USA e humor british (ma visto con l'americanissimo sguardo di un Bill "Scrubs" Lawrence), la visione parodistica del mondo del calcio e la qualità media a cui ci hanno abituato le produzioni Apple TV (Severance, Shrinking, Silo...e sicuramente altre che mi sono perso in giro) ci hanno dato una serie originale e straordinariamente gentile proprio mentre il mondo si faceva progressivamente più crudele e violento.
E insomma, che volere di più?
...
eh, oh, forse che finisse prima?
So che è banale scriverlo, ma spesse volte nella banalità ci troviamo un bel pezzo di verità, tocca ammetterlo.
Quindi la quarta stagione è brutta?!
Ma no, affatto!
È che personalmente trovavo che la serie avesse già detto un po' tutto nella terza stagione...che per altro mi aveva deluso non poco:
la quarta se non altro ha il merito di porre al centro il mondo del calcio femminile dove c'è parecchio più da raccontare per mille motivi, con una squadra tutta nuova che rinfresca la sceneggiatura e che, per forza di cose, amplia e diversifica un po' pure lo humor di fondo.
Ora forse mi sbaglio e scordo qualcosa, ma al di là di We Are Lady Parts (riuscitissimo british humor multietnico), qualche scambio in Gilmore Girls o The Marvelous Mrs. Maisel di Amy Sherman-Palladino (che ha comunque uno stile tutto suo) è forse la prima volta che vedo tante scene propriamente da comedy con un discorso tanto femminile al centro, e questo non per un facilotto "discorso woke" ma perché contesto e sceneggiatura sono scritte & descritte molto bene, complice il fatto che il vecchio cast lo conosciamo e quindi non serve ripartire da zero per ambientarci con il contesto.
Mi andava di sottolineare questo aspetto perchè, a tratti, ho ripensato un po' anche a Orange Is the New Black e come sarebbe potuto essere il buon vecchio Mean Machine in salsa femminile (oh, per me quel film è bellissimo checché ne dicano i vostri Rotten Tomatoes) perché è proprio bello vedere tanti personaggi femminili diversi nei contesti più disparati.
E ribadiamolo: non è un discorso di "wokismo" o di quote, ma di piacere per una sana ventata d'aria fresca nel proporre qualcosa di nuovo, pur tenendo certamente conto di un certo tipo di target attento al discorso inclusione.
La quarta stagione
Detto ciò qualche nota stonata c'è, soprattutto andando verso il finale:
Intanto, forse è una fissa mia ma rispetto alle altre stagioni il product placement di Apple m'è sembrato disperatamente imbarazzante.
Intendiamoci: è del tutto legittimo eh, non è un discorso etico, ma di merito:
credo che a livello di marketing certe cose funzionino quando sono applicate in modo sottile e furbo, invece in alcune scene mi sentivo come se ci fosse qualcuno ad urlarmi all'orecchio:
"CIAO SONO UN IPHONE/MAC/SIRI COMPRAMI TI PREGO!"
Il che è strano per una compagnia come Apple, ovvero storicamente "elitaria" e conseguentemente poco incline alla pubblicità "urlata" (saranno pure i tempi che corrono, chissà?).
Anche per questo (almeno credo) non c'è manco mezzo riferimento a ChatGPT e compagnia cantante, il che non è necessariamente un male ma...
Oh, in un certo senso mi fa percepire la serie come più vecchia di quello che è, quasi come se non ci fossero gli smartphone (ahinoi, il mondo odierno è messo così).
Tornando alla trama vera e propria poi, c'è tutto il "plot twist" sul discorso quote societarie (IL PACCHETTO AZIONARIO! MA È FISICAMENTE UN PACCHETTO? [cit.]) che beh...dire che è telefonato è dire poco, s'indovina dal primo episodio e mi pare levare minutaggio alle storie delle giocatrici, che invece mi sembrano molto più interessanti.
In più, certe sottotrame mi sono sembrate un pelo appese a dispetto delle potenzialità iniziali, e in questo senso credo sia un grosso peccato aver avuto la squadra femminile solo per una stagione (almeno per ora?)
Dulcis in fundo, l'ultimo episodio l'ho trovato un po' frettoloso e strambo dal punto di vista del ritmo, tolta una straordinaria Hannah Waddingham (Rebecca) che avesse avuto una "romance" più interessante sarebbe di diritto la vera protagonista di tutto il cucuzzaro.
A tal proposito, il fatto che Ted da protagonista sia passato alla stregua di un personaggio secondario invece non mi è dispiaciuto:
alla fine credo sia risolto e abbia detto un po' tutto, quindi mi è andata bene così.
Concludendo
Nel complesso, ho apprezzato la quarta stagione più della terza anche se forse proprio per questo mi ha lasciato un po' di amaro in bocca per come ha deciso di chiudere il cerchio.
Che poi oddio...forse?
A tal porposito: la cosa interessante?
Un'eventuale quinta stagione non mi dispiacerebbe per il futuro e vedere lo sviluppo della divisione femminile del Richmond.
D'altro canto, i personaggi storici mi sembrano tutti ampiamente risolti (protagonista in primis, come detto) e senza di loro eventuali spinoff saprebbero catturarci di nuovo all'amo?
Forse sì eh, chissà!
