Disco del Mese - Giugno 2025

Disco del Mese - Giugno 2025

Fallujah – Xenotaph

Andrea Corinti

Maggio 2025

Fallujah – Xenotaph

Disco del mese molto a caldo, ma dai voglio sbilanciarmi sulla fiducia 😌

Technical Death Metal a forti tinte progressive e qualche traccia da voce deathcore (che a me non fa impazzire, ma col growl "normale" e il cantato clean si compensa dai).

Loro li conosco poco (mea culpa), anche se già anni fa con Dreamless mi ero ripromesso di approfondirli a dovere, quindi mai dire mai.

Xenotaph è prodotto alla grandissima, vanta "solo" 42 minuti di durata (un niente per gli standard del genere) e una vaga sensazione di quello che avrebbero potuto diventare i ben più melodici Scar Symmetry ai tempi di Christian Älvestam (ma queste sono perversioni mie).

Consigliato a chiunque bazzichi per il death metal più progressivo e tecnico!

PS: nota di merito alla fantastica cover art di Peter Mohrbacher, artista che vale la pena di tenere d'occhio e m'ha un po' rimesso voglia di giocare a Clair Obscur

canzoni consigliate: The Crystalline Veil e Step Through the Portal and Breathe, ma è proprio un bel disco da ascoltarsi nella sua interezza!

Katatonia - Nightmares as Extensions of the Waking State

Katatonia - Nightmares as Extensions of the Waking State

Ritorno proggone dei Katatonia, tredicesimo album all'attivo per una band che da tempo si è lasciata alle spalle le sonorità più death-doom e il primo senza lo storico chitarrista Anders Nyström, uscito dal gruppo assieme all'altro chitarrista Roger Öjersson per divergenze con Jonas Renkse, l'ormai leader assoluto dei Katatonia.

Pettegolezzi a parte, il disco è un solido lavoro prog metal con qualche chicca (tipo Efter Solen, cantata in svedese).

A tratti mi è sembrato di ascoltare un disco dei Pain of Salvation incrociato ai "soliti" Anathema, produzione stellare e un uso di sintetizzatori ed effettistica con ottimo mestiere e capacità...mancano forse un po' di canzoni con grande mordente per spiccare e diventare qualcosa di più di un sottofondo, ma va detto che è un album tostarello a cui serve più di qualche ascolto.

Non parliamo certamente The Great Cold Distance, ma se masticate pane & prog consiglio di sicuro di farci un giro!

Calibro 35 - Exploration

Calibro 35 - Exploration

Nuovo lavoro del gruppone funk-jazz italiano che ha rispolverato la nostra gloriosa storia di colonne sonore da poliziotteschi anni '70.

Parenti prossimi dei Mondo Cane del mitico Mike Patton (con cui non a caso hanno pure collaborato), in Exploration ci portano a suoni da Lupin III con notevoli chicche, come la cover della celeberrima Discomania di Piero Umiliani (la stupenda sigla di 90° minuto negli anni '80) Gassman Blues - sempre di Umiliani - che ci riporta al capolavoro I soliti ignoti, ma anche una rivisitazione del leggendario theme di Mission Impossible.

In chiusura, una bruschettona nell'occhio su Lunedì Cinema di Lucio Dalla.

Insomma, ascoltando Exploration sale un istintivo tutto molto bello con la voce del compianto Bruno Pizzul.

Volbeat - God Of Angels Trust

Volbeat - God Of Angels Trust

Fenomeno strano i Volbeat.

Fenomeno che onestamente non mi sarei mai aspettato potesse dorare così tanto (vent'anni e nove album all'attivo con questo God Of Angels Trust) e in particolare con un certo successo commerciale:

intendiamoci, ho sempre avuto un debole per il groove/thrash metal solidissimo con la voce da Elvis di Michael Poulsen, ma alle'epoca dell'ottimo Guitar Gangsters & Cadillac Blood non mi sarei mai aspettato che il terzetto più "americano" di Danimarca avrebbe davvero sfondato, specie se si considera che non sono mai scesi a veri e propri compromessi radiofonici.

Per qualche motivo non posso dire di amarli davvero, anche se li ascolto sempre con piacere: le commistioni tra certi mondi mi affascinano sin dai tempi di Danzig e i Social Distortion, quindi sono perfettamente del target, però mi manca ancora qualcosa per fare il salto sul carro del vincitore - tipo Sad Man's Tongue.

Molto carina la ballad Lonely Fields.

Quadvium – Tetradōm

Quadvium – Tetradōm

Super duo composto da Steve DiGiorgio (bassista dei Death e un botto di altre band) e Jeroen Paul Thesseling (basso di Obscura e Pestilence).

Accompagnati dalla batteria di Yuma van Eekelen (Our Oceans, e Pestilence pure lui) e la chitarra di Eve (Myth Of I, Kaathe) i due bassisti tirano fuori un interessantissimo progetto progressive metal strumentale, di quelli che spesso definisco perfetti per fare da sottofondo al lavoro, e in generale piacevolissimi da ascoltare.

Prodotto in maniera perfetta e logicamente una sorta di pornografia del basso, non posso non consigliarlo a chiunque apprezzi il prog e magari pure a chi viene dal death metal più tecnico.

Luglio 2025