Sagra IndieWeb 2026 - Aprile

Sagra IndieWeb 2026 - Aprile

Sovranità digitale

Andrea Corinti

(L'immagine è l'artwork di John Schoenherr per Heretics of Dune)

Quarto appuntamento della Sagra, con il tema Sovranità Digitale scelto da Gilberto, e qui il suo post ad aprire le danze.

Onestamente, sul momento non sapevo bene cosa scrivere a riguardo:

Mi verrebbe da fare un ragionamento più largo che guarda a quanto Italia e Unione Europea dipendano strettamente dagli USA e, allargando a tecnologie alle materie prime, dalla Cina o altre realtà non esattamente democratiche (Qatar, Algeria...Sì ora sto pensando al gas).

O ancora, a quanto si parli di difesa militare UE più o meno a caso:

vale la pena ricordare che gli F-35 dipendono sempre da software e Kill Switch Made in USA che di fatto ne decidono il funzionamento (e no, non credo che il Global Combat Air Programme possa portare a chissà quali rivoluzioni), che non si capisce a quali standard e organismi dovrebbe rispondere un ipotetico esercito europeo, e a conti fatti quanto potrebbe incidere sul serio per eventuali crisi pronte a degenerare in scenari atomici...

Ma lasciando un attimo perdere i miei vaneggiamenti geopolitici e tornando al tema, utopisticamente mi sento abbastanza in controtendenza con lo spirito professato negli ultimi decenni:

Infatti, oggigiorno auspicherei a una riduzione della digitalizzazione.

Fa strano eh?

Anche perché lo sto scrivendo su un blog e, da buon millennial, faccio parte di una generazione che tra MSN, IRC, i forum e l'avvento degli smartphone dal discorso digitale è stata letteralmente svezzata e investita:

io stesso col digitale ci lavoro da anni, ma forse anche per questo sento ancor di più una certa mancanza per l'elemento analogico.

Sono faccende a cui iniziai a pensare qualche anno fa leggendo Sandworm di Andy Greenberg, poi amplificate dal COVID e che al momento sento più vive che mai grazie al proliferare di cagate AI e un certo disinteresse per i social network.

Illusione della connessione

Ora, non dico che si debba fare i russi e vietare questa o quella piattaforma (anche perché la si renderebbe inevitabilmente più seducente) ma sarebbe bello si iniziasse a riflettere un po' di più sulla propria presenza in rete.

E oh, nelle mie bolle sociali 'sta cosa la vedo già, senza particolari prese di posizione talebane o altro:

semplicemente molta gente si è stancata di comunicare pubblicamente sul web.

Anche per questo, credo che in futuro i software di messaggistica con la loro struttura a gruppi / canali meno palesemente "monitorabili" finiranno per prendere progressivamente il sopravvento, e forse è meglio così.

E in questo senso, se l'UE comprasse Telegram a Durov sarei molto contento (forse?)

Vabbè, potrei continuare lo sproloquio, ma per il bene di tutto è meglio se torno a saltellare in Tears of the Kingdom 😌