Parlare di tutto su Internet

Parlare di tutto su Internet

Un'analisi spiccia dell'evoluzione della comunicazione su Internet

Da quando sono entrato a far parte di Livello Segreto quasi un anno fa...

Ma un attimo, facciamo un passo indietro:

Un po' prima di unirmi a Mastodon e scoprire Livello Segreto, ho smesso di condividere molte cose online.

E non credo di essere l'unico: il declino di Facebook, l'uso sempre più frequente di storie temporanee a scapito dei post su Instagram e altre piattaforme ci dicono qualcosa, secondo me.

Cioè, che veniamo da un periodo in cui abbiamo condiviso troppo.

(La storia ha orrore dei) Paradossi

Circa una ventina d'anni fa scoprivo i forum, in genere quelli tematici dove mi ritrovavo a discutere di videogiochi, musica metal o anime/manga.

O almeno, in teoria: quelle premesse alla fine lasciavano presto spazio a mitologici Off Topic, ed era particolare e divertente disquisire di politica, religione o bislacchi fatti di cronaca in un contesto che in realtà era dedicato ad altre tematiche.

Era una sensazione magica, simile a quando un fumetto per ragazzi affronta temi profondi tra una battaglia e l'altra.

Dopo l'era dei Social

Non c'è bisogno di ripetere quanto l'uso combinato dei social media e degli smartphone abbia portato all'esplosione dell'Internet di massa, o di quanto le logiche delle piattaforme che ci hanno fatto sopra svariati miliardi abbiano fatto il resto.

La cosa più triste è quanto tutto sia diventato estremamente retorico:

non importa se il tema è la Palestina, Giambruno o la Serie A. Se fate un salto su Twitter (o X che dir si voglia) ci troverete un flusso che pare uscito da una simulazione, ed è buffo dirlo in un periodo in cui non si fa altro che parlare di Intelligenza Artificiale.

Bolle, tribù e greggi

Per questo discorso, non importa se i messaggi abbiano un intento nobile e sincero o bieco e pilotato, e importa poco anche la retorica dello scontro tra tifoserie che utilizzano gli stessi meme e lo stesso slang ("Cringiato", "Mio padre", "Ninjato", "Ma ha anche dei difetti", "I giornaloni", "🤡"...)

Quindi dovremmo rinunciare a parlare di "cose serie"?

Ognuno fa quel che vuole eh, ma in confidenza?

Io, di solito, lo faccio.

Almeno, online.

Perché non credo che il mio ennesimo commento sulle notizie del giorno cambierà le sorti del genere umano. Piuttosto, rischierebbe di generare una discussione retorica fine a se stessa, con una speranza di vita di poche ore e nessuna crescita per le persone coinvolte in rapporto al tempo che ci andranno a spendere dietro.

E allora l'informazione?

Personalmente per tenermi aggiornato leggo, con le dovute tare:

più qualche sguardo su Ekathimerini, il Post e all'edizione digitale del Corriere della Sera (è gratuito con MLOL), ovviamente con in mezzo altri siti che al momento mi sfuggono.

Anche qui comunque, ribadirei che l'essere costantemente sommersi da notizie che non vengono digerite adeguatamente a causa dell'urgenza di pubblicarle non credo sia esattamente l'esempio di un'informazione sana (posto che possa esistere).

E allora la controinformazione?!

In linea di principio, penso che il fediverso dia la possibilità di operare in questo senso, ma personalmente non ho il tempo o la voglia di verificare tutti i post che incontro.

Spesso vado sulla fiducia, ma anche qui, mi chiedo: cui prodest?

Morale

Lungi da me diventare l'alfiere di un qualsivoglia tipo di censura: la mia è una semplice riflessione stanca, che tengo qui anzitutto come un promemoria per il sottoscritto e la prossima volta che mi dovesse salire lo sghiribizzo di buttar giù 500 caratteri su temi caldi e complessi.

Quindi lo dico proprio a te, Xab del futuro:

puoi farlo eh, ma non per questo devi.

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