Grazie Kentaro Miura

Grazie Kentaro Miura

Perché Berserk ha significato tanto

Berserk è stato un fenomeno seminale per tanti di noi:

Per dire, Gatsu è il prototipo del "cavaliere nero incazzoso con lo spadone gigante" che nei giochi di ruolo spesso viene perculato in quanto personaggio di default del bimbo che più che ruolare vuole "fare brutto", e chi più chi meno infondo quel bimbonabbo nel cuore ce lo portiamo dietro un po' tutti.

è che col tempo Gatsu è diventato uno standard, un archetipo, la sintesi di tutto ciò che era figo per il ragazzetto nippofilo medio di 20 anni fa. Perché ai tempi del MOIGE, delle censure, del Kenshiro passato di contrabbando sulle tv locali e l'esplosione dei manga in Italia, un fumetto come Berserk era percepito come epico a prescindere, pure se non l'avevi ancora letto: Berserk era violentissimo, crudo, cattivo, il manga che ha ulteriormente estremizzato la vecchia scuola nipponica di Go Nagai unendola a qualcosa di nuovo e visivamente superbo, stratosferico: Un medioevo dark che sembrava inciso da Gustave Doré, uno stile a cui banalmente dobbiamo l'estetica dei Dark Souls e parecchie altre cose.

E, oltre a tutto questo, Berserk è pure una storia struggente e bellissima.

Di mio, credo fermamente che il lungo flashback culminato con i capitoli dell'Eclissi resti uno dei capisaldi del fumetto mondiale, a prescindere da tutto quello che è venuto dopo e che disgraziatamente non verrà fuori mai più.

Kentaro Miura è stato un artista immenso, a cui noi altri ex-ragazzetti dobbiamo davvero tanto tanto.


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