Vivere in Grecia
Probabilmente da queste parti, specie in tempi di pandemia, ho scritto qualcosina di sparso sulla mia vita ellenica, però partedo dal thread del buon @ed ho pensato di fare un bel riepilogone biografico-ma-non-troppo che possa magari dare una mano a chi valuti l'esperienza.
Se avete domande più specifiche, potete contattarmi su Livello Segreto (meglio, vi rispondo sicuramente prima) oppure dal Contact form che trovate nel sito.
Avessi un euro per ogni volta che mi è stata rivolta questa domanda probabilmente oggi sarei Marinakis...ma la capisco:
in Grecia gli stipendi sono mediamente più bassi di quelli italiani, lo spettro della crisi è relativamente recente (anche se, fatti i dovuti scongiuri, l'economia è in crescita) e insomma, viene vista più come meta di vacanza o al massimo di pensione.
Di base, il primo fattore fu l'opportunità.
Nell'anno dei miei trent'anni, dopo tante esperienze lavorative più o meno misere/precarie/inconcludenti, salta fuori l'occasione di lavorare per Teleperformance, multinazionale francese che con ogni probabilità è nota alla stragrande maggioranza degli expat giunti ad Atene dal 201X in poi.
Sì, ma non in outbond, ovvero quelli che telefonano per rompere i coglioni al mondo, bensì inbound, ovvero ricezione chiamate legate al supporto tecnico per una nota azienda tech a cui piacciono le mele bacate.
Se il vostro telefono è di quella marca lì e tra il 2019 e il 2020 si è fritto costringendovi a telefonare al supporto, o vi siete ritrovati con qualche accredito legato a chissà cosa e relative richieste di rimborso, è possibile abbiate parlato con me.
In realtà, la mia esperienza come agente "semplice" è durata pochi mesi, dopodichè mi guadagnai una produzione che mi manteneva ragionevolmente tranquillo oppure mi sarei licenziato.
Perché le condizioni di lavoro degli agenti non sono sostenibili e tutte le società tech che amano dirsi sostenibili, rispettose, belle e colorate se ne sbattono il cazzo.
Esempio pratico:
Il tutto per stipendi bassi e turnazioni ridicole di orari e giorni di riposo, ma non voglio dilungarmi troppo: diciamo che lavorativamente, grazie alla promozione mi era andata bene fino al COVID e un burnout avuto per un ritorno a ritmi del genere.
Dopo aver mollato TP, ho lavorato per un periodo a Webhelp (altra compagnia francese del settore, diretta competitor e con condizioni di lavoro all'epoca migliori) per poi cambiare radicalmente mestiere pur rimanendo dell'ambito del supporto tecnico, che è un po' la mia vocazione: ancora oggi mi occupo della parte digitale della casa editrice Edilingua.
Giusto, facciamo un passo indietro.
Da bimbo e ragazzino ero già stato in Grecia da turista:
Atene l'avevo vista solo di sfuggita e, da bravo italiano, la prima cosa a cui associavo le terre elleniche erano le splendide isole o i paesaggi del Peloponneso.
Atene è un mondo completamente diverso, una giungla urbana che può essere soffocante e affascinante, un caos spesso bistrattato dai greci stessi (ciao Salonicco), una capitale enorme e difficile da concepire per chi viene da un paese di province come l'Italia, dove sebbene Roma sia una realtà grandissima non ha minimamente lo stesso tipo di impatto per l'Italia che la città di Pericle ha per la Grecia (d'altronde qui siamo in 11 milioni, con più di due milioni e mezzo concentrati nella capitale)
Tutto considerato sì: ora come ora purtroppo affitti e costo della vita sono improponibili, quindi non consiglierei a nessuno di fare il mio tipo di percorso proprio perché, rispetto al 2019, tutto è diventato tremendamente più caro a fronte di stipendi sempre troppo bassi.
In più, la burocrazia greca è tremenda e in più la lingua è estremamente tosta da imparare